Mettiamoci la faccia! Ecco Manuele :-)

“Incominciando col gustare un po’ di libertà, si finisce per volerla tutta.” -- Errico Malatesta
 
Con questa citazione può iniziare la mia presentazione: quella di Manu, un giovane (?) uomo ormai quarantenne, occasionalmente baruffante, veramente prolisso, con un ego micidiale, testardissimo, tenace e tachente, intrattabile e molto attratto dalle situazioni complicate; un pigro casalingo un po' ramingo che per puro caso si è ritrovato ad essere sufficientemente abile con le tecnologie informatiche da farne un lavoro; un losco figuro cui piace molto l'ironia sofisticata e feroce e che fin da quando molto precocemente ha smesso di credere a Babbo Natale rifiuta ogni forma di credo irrazionale (che s'è pure dogmatico, peggio che peggio) e di paranormale per appassionarsi invece al mondo fisico, tanto che il sogno da bambino arenatosi al primo anno d'università per troppa distrazione era proprio quello di diventare astrofisico. Il colmo è che spesso mi han detto che sarei stato un ottimo prete... Ah, sono un gattofilo totalmente irragionevole quando si parla di felini, ho tre bei micioni a farmi compagnia!Gatti!
 
Per farla breve, all'educazione libertaria mi sono avvicinato in quanto parte di un mio lento e lungo percorso di emancipazione personale - e collettiva, in quanto penso che solo all'interno di una società libera la mia individualità possa esprimersi davvero per ciò che è -, di progressiva demolizione di quel lungo elenco di forme mentali talmente assimilate nel corso degli anni - e sì che io ero quello che non credeva per partito preso! - da considerarle naturali o comunque inevitabili.
Questo mio percorso è per l'appunto lungo e lento e mi ha comportato lungo gli anni una sempre maggior radicalizzazione: cioè, l'esatto contrario del "mettere la testa a posto con l'età"! Anche se ci giravo già da parecchio tempo attorno, è solo nella mia tarda ventina che mi son riconosciuto come simpatizzante anarchico prima e poi, dopo qualche illuminazione che me ne han fatto percepire appieno la correttezza dei presupposti, ho abbracciato pienamente il pensiero anarchico, tendenzialmente di orientamento individualista partendo dalle riflessioni di Max Stirner, ma in fondo declinandolo poi in un modo tutto mio - con l'ecologia sociale ed il municipalismo libertario di Murray Bookchin tra i più importanti contributi, oltre che l'ottimo Michail Bakunin ad avermi dato gli elementi di riflessione più decisivi, nonché quella citazione da me impiegata da così tanto tempo
 
"È ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo."
 
e così rappresentativa del mio atteggiamento complessivo nei confronti delle sfide, educazione libertaria inclusa -.
 
Per tornare alla citazione iniziale, l'aver iniziato a gustare un po' di libertà, nel pensiero e nella pratica, me ne ha reso effettivamente molto molto molto goloso e, come in un grande domino, mi accorgo che ogni volta che di fronte a me perde di senso o mi si disvela una trappola, una prigione, un'oppressione su cui in precedenza non avevo riflettuto... voglio sempre più possibilità di liberazione, sempre di più. Qualcosa di simile ad un velo di Maya che si solleva poco a poco per rivelare come dietro all'illusione si nasconda ben altro.Manu
 
Nella mia vita, soprattutto negli anni recenti, si son quindi aperti sempre più squarci in questo velo, costringendomi a riflettere prima e ad agire poi su più fronti: dalle questioni più strettamente organizzative della società (per dirla ancora con Malatesta,
 
"lo Stato è come la religione, vale se la gente ci crede"
 
ed io non ci credo più da tempo ad ambedue) all'insensatezza del lavoro, che ritengo vada abolito nel senso comunemente attribuitogli (e, tra l'altro, sto cercando di contribuire alla nascita della sezione veneta dell'Unione Sindacale Italiana); dalla necessità di riappropriarmi dell'autonomia in primis di quella alimentare, per cui esperimenti di orticoltura, autoproduzioni varie, ecc. (si veda un altro progetto in cui sono impegnato intensamente, Sevagram) alla problematica delle relazioni affettive da ridiscutere profondamente - e magari con più empatia di quanta io abitualmente abbia - rispetto ai modelli tradizionali, troppo rigidi, normativi e soffocanti; l'importanza di avere un punto di riferimento a Padova per chi almeno simpatizza per il movimento libertario e anarchico; ecc. ecc.
 
L'educazione non poteva certo sfuggire a questo mettere in discussione tutto ed ho sicuramente avuto la fortuna di incontrare a fine 2012 a Padova un gruppetto di persone, riunitosi attorno al buon Francesco, che aveva proprio questa bellissima intenzione: attivare anche nel padovano un'esperienza di educazione libertaria! Con un po' di fatica ho anche convinto colei che all'epoca era la mia compagna, Alice, un'educatrice inizialmente scettica (un tipico fenomeno per tanti educatori e insegnanti, che si trovano spiazzati dall'approccio libertario all'educazione), ma che poi ho visto appassionarsi e diventare sicuramente più competente di me!
Per farla di nuovo breve (a questo punto avrete capito cosa intendevo quando dicevo che son prolisso?), son entrato in questo gruppo portando le mie qualità (ed anche i miei innumerevoli difetti e limiti) ed in particolare quella tenacia che mi contraddistingue e che alcune volte ha salvato il gruppo dal naufragio, quando ci son stati momenti di difficoltà, di depressione, di delusione! Ma io, per l'appunto, son testardo (oltre che un accanito organizzatore, infatti adesso ho assunto il ruolo di grigio burocrate rompiscatole nell'associazione che abbiamo costituito a supporto del progetto) ed ho sostenuto più che ho potuto i miei compagni di viaggio, nel desiderio sempre più forte e motivato di dar vita alla nonscuola dei Pissacani!A volte è impegnativo... ma non demordo mai!
Da bravo rompiscatole, inoltre, ed in virtù del mio approccio fondamentalmente mosso da ideali all'educazione libertaria, son tra quelli che ha insistito di più a concentrarci nella redazione di un manifesto che definisse innanzitutto il perimetro valoriale del nostro progetto, dandogli quelle chiarissime fondamenta politiche che vi sono evidenti, posticipando (anche se la cosa ha causato più di qualche malumore) il passaggio alla dimensione più pratica: forse questo posticipare è stato eccessivo, ma d'altro canto senza una chiarezza ideale credo che ci saremmo scontrati molto presto e con effetti distruttivi in enormi difficoltà.
 
Mi ritrovo ad essere, anche mio malgrado, un punto fermo all'interno di questo progetto: il desiderio di diventare, con la mia attuale compagna Maria Rosaria, uno dei genitori dell'educazione libertaria ovviamente c'è ed è fortissimo; così com'è presente e fortissimo l'impegno per poter dare quel piccolo contributo ad un cambiamento del mondo che inizi da ciò che noi facciamo, che io faccio, senza delegare a terzi questo potere.
Mi ritrovo quindi ad essere al centro della comunicazione, dell'organizzazione, offrendo quando possibile energie e stimoli e risorse (casa mia è il più abituale luogo dove svolgere riunioni, così come anche i dialoghi si svolgono a casa mia)... e mi sembra che gli sforzi, dopo tanti cambiamenti, letteralmente degli stravolgimenti, che sono avvenuti nel corso del 2016, ora stiano portando dei buoni frutti :)