In gennaio germogliano i Pissacani!

Panoramica dell'incontroIl 2015, per noi Pissacani, è iniziato la sera del 9 gennaio presso i locali del circolo ARCI ZOO - Contenitori Culturali, con la conversazione con Giulio Spiazzi che ha raccontato a noi ed al pubblico presente, attento e partecipe, la vita della piccola scuola libertaria Kether di Verona di cui è stato fondatore e di cui è attualmente accompagnatore!

Abbiamo voluto organizzare quest'incontro per ascoltare l'esperienza diretta dalla viva voce di un protagonista dell'educazione libertaria com'è Giulio, delle cui capacità comunicative eravamo già ben consapevoli, poiché abbiamo deciso che è giunta l'ora di concretizzare la nostra idea in un progetto reale, dopo esserci confrontati per tanti mesi sul suo significato, sui motivi e sulle modalità che ci spingono ad attuarla: l'intenzione era di poter pertanto condividere e mostrare cos'è l'educazione libertaria nel concreto e dimostrare che è possibile realizzarla, uno dei punti deboli che abbiamo sempre percepito nella nostra proposta ai genitori.
 
Va ricordato, infatti, che per capire cos'è davvero l'educazione libertaria il modo migliore è realizzarla e viverla! Il gruppo dei Pissacani sta percorrendo ormai da tanto tempo la lunga e faticosa strada di consapevolezza per la realizzazione della nonscuola, ma molti genitori per ovvi motivi non hanno questa possibilità e pertanto hanno bisogno di vedere coi propri occhi la possibilità reale e non solo teorica, utopica, di un'educazione per i propri figli diversa da quella che han vissuto sulla propria pelle.
 
Come Pissacani sappiamo anche che il percorso degli accompagnatori è solo iniziato, perché l'esperienza vissuta in prima persona della nonscuola li costringerà a compiere dei profondi cambiamenti di prospettiva rispetto alle abitudini consolidate dalla consueta tradizione educativa e a porsi continue domande, autoriflettendo sul proprio agire ed essere; e sappiamo che tra genitori ed accompagnatori della nostra nonscuola si dovrà sviluppare una sorta di alleanza, di fiducia e conoscenza reciproca basata sulla comunicazione ed il "metterci la faccia" da parte degli accompagnatori ed ovviamente di comprensione condivisa dell'educazione libertaria,per permettere un percorso armonico sia a casa che nella nostranonscuola e un ambiente sereno per i bambini e le bambine.
 
La lunga e appassionante conversazione con Giulio che, attraverso un video-documentario della sua scuola e i suoi racconti sugli alunni, i progressi, le materie non convenzionali, lezioni  multidisciplinari ed eterogenee per età dei bambini che vi partecipano, gli esami di fine anno scolastico, la gestione dei pasti in un ambiente multiculturale, ci ha accompagnati a conoscere le dinamiche di un'esperienza vera, vissuta e duratura come la Kether (e prima ancora la precedente scuola libertaria veronese Kiskanu). Ciò, ha sicuramente contribuito ad abbattere quel muro di diffidenza sulla fattibilità di un'esperienza educativa libertaria, di una comunità educante come amava definirla il nostro ospite, espressione che noi condividiamo pienamente. 
Giulio spiega la vita della scuola libertaria Kether

Punto fondamentale del discorso di GIulio, a nostro avviso, è stato quello di smontare con esempi reali una delle critiche principali (nonché uno dei timori fondamentali dei genitori!) nei confronti dell'educazione libertaria, ovvero la supposta incapacità dei bambini e ragazzi ad adattarsi ai contesti educativi, lavorativi e sociali decisamente non libertari esistenti all'esterno delle scuole libertarie; Giulio ha infatti dimostrato che i bambini che frequentano le scuole libertarie riescono a formarsi non solo senza grandi lacune, ma anzi grazie alla varietà e ricchezza di esperienze eterogenee nella Kether sono capaci di formarsi globalmentecon una visione a tutto tondo della realtà: non dei disadattati, quindi, ma delle persone mature, autonome e pienamente in grado di affrontare il confronto/scontro con la quotidianità.

 
Importantissima è stata anche la spiegazione, tramite fatti concreti, di come i valori libertari non siano mere astrazioni, ma come possano essere pratica quotidianamente vissuta dai bambini, dai ragazzi e dagli accompagnatori che animano la scuola! Libertà, uguaglianza, solidarietà, rispetto dell'altro, assunzione di responsabilità, autonomia personale, senso di appartenenza ad una comunità, non dogmatismo, flessibilità e capacità di adattamento alle contingenze... anziché essere solo tante belle parole inapplicate, sono nel loro insieme costruito giorno dopo giorno dal basso e non imposto la vera descrizione di cos'è una scuola libertaria e di come e perché questa si differenzia da altre pratiche educative "alternative", che seguono altri metodi pedagogici, per non parlare ovviamente dell'educazione tradizionale nelle scuole statali!
 
Durante e dopo l'incontro abbiamo naturalmente avuto l'occasione di parlare con alcuni genitori faccia a faccia e di conoscere alcuni bambini giocando con loro nello spazio bimbi che avevamo allestito: speriamo di rivederli molto presto..:-)
 
I prossimi due incontri che abbiamo organizzato, il 20 febbraio con Francesco Codello sulle esperienze di educazione libertaria in Italia e nel mondo ed il 20 marzo con la presentazione pubblica e dettagliata del progetto di nonscuola libertaria dei Pissacani a Padova, proseguiranno il percorso di avvicinamento alla nascita ufficiale della nostra comunità educante, che noi abbiamo previsto per la fine di giugno, con l'avvio di un nostro centro estivo e, successivamente, l'avvio dell'anno scolastico ufficiale!
 
Invitiamo  quindi tutti gli interessati e in particolare i genitori che già sono  venuti all'incontro del 9 gennaio a proseguire insieme a noi in questo  percorso: e speriamo anche di poter incontrare, già il prossimo 20  febbraio, nuove persone che sognano un'educazione diversa, pubblica e che mette in primo piano i bambini permettendo loro di crescere felici e diventare adulti completi, liberi, autonomi, responsabili, solidali!