I genitori dell'educazione libertaria!

Il 9 maggio, i Pissacani han partecipato all'OlisticDay a Vigonza (PD) con un proprio banchetto informativo, fornito di libri sull'educazione libertaria, volantini (tra i quali quelli di muoviAmoci! apprendere nella libertà) e, ovviamente, la loro presenza e la loro voglia di seminare stimoli riguardo l'educazione libertaria e la possibilità d'avviare anche a Padova una nonscuola libertaria.

 

Proprio col desiderio di donare ancora nuovi stimoli, abbiamo contattato alcuni genitori di gruppi che già stanno vivendo un'esperienza di educazione libertaria per portare, dopo il ciclo d'incontri invernali, anche un punto di vista genitoriale. Dopo gli interessantissimi incontri con Giulio Spiazzi e Francesco Codello che ci han portato punti di vista da accompagnatore con un'incrediile esperienza vissuta il primo e da storico/teorico dell'educazione libertaria ben ancorato alla realtà presente il secondo, abbiamo colto l'assenza della voce dei genitori dell'educazione libertaria, che parlassero di cosa significa per loro, genitori, partecipare ad una comunità educante libertaria insieme e per i propri figli, affrontando le difficoltà indotte dai costi da sostenere in autogestione con le rette, dai lunghi tempi da dedicare tra riunioni ed assemblee e da aggiungere ai già tanti tempi dedicati per esempio al lavoro, ecc... Le questioni, cioè, che vorremmo potessero affrontare anche i genitori di Padova (e Venezia e Treviso, verso cui stiamo iniziando a guardare): insieme a noi, ovviamente!Scambi tra genitori

 

Mi è difficile riassumere l'incontro: vuoi per l'informalità e spontaneità (alla fine, anziché star dentro alla sala conferenze, ci siam seduti in cerchio sotto gli alberi del parco per approfittare dell'aria aperta in una bella giornata di sole), vuoi per la quantità di cose dette! Preferisco quindi parlare delle emozioni, delle percezioni che i nostri ospiti (Tommaso de i Prataioli di Pavullo sul Frignano e Valeria, Selva e Eleonora di ELiR di Bergamo) mi (e penso ci) hanno fatto vivere!

 

Innanzitutto, per il loro modo di porsi, di raccontare, di condividere le proprie esperienze, mi è sembrato lampante come questi genitori modenesi e bergamaschi abbiano frequentato una... scuola libertaria! Ovvero, il loro percorso di infinite riunioni ed assemblee anche più che settimanali, la necessità di un continuo e onesto confronto, di profonda (auto)analisi ed (auto)riflessione, il fidarsi reciprocamente ed a ragion veduta, il sentirsi parte integrale di una totalizzante comunità di pari, libera e solidale, la progressiva liberazione di se stessi, è in sé un'esperienza educativa libertaria, anche se non è all'interno di uno spazio-scuola, anche se in quei momenti la prevalenza è di adulti (gli altri genitori, gli accompagnatori) e non di bambini.Un genitore dei Prataioli porta la sua esperienza

Quest'impressione è ben allineata all'immagine dell'educazione come non rigidamente definita per età e/o luoghi preposti all'educazione, come invece nonostante tutti i proclami si tende a considerare (educazione che è per bambini/ragazzi, a scuola...), ma bensì travalicante questi confini per diventare permanente e diffusa: tendendo, oltretutto, a quell'elemento così fortemente caratterizzante l'educazione libertaria com'è la prospettiva comunitaria.

Commentavo tra l'altro con il nostro accompagnatore Francesco come anche a Padova la nonscuola libertaria sia in fondo già nata! Il nostro difetto è che al momento è una nonscuola di quasi soli adulti... e purtroppo non è un difetto da poco!

 

Un'altra evidenza è come questi siano veramente genitori consapevoli e che ci tengono tantissimo al progetto di cui son parte integrante, per il valore per se stessi, per i propri figli e per l'intera comunità di cui fanno parte. Ovviamente, pur nella varietà di percorsi individuali, questa consapevolezza, questo tenerci è stata alimentata dai e a sua volta alimenta virtuosamente i percorsi di Selva, Valeria, Eleonora, Tommaso e dei loro compagni nelle proprie scuole libertarie!

Il tenerci, l'essere consapevoli ovviamente giustifica e spiega la tenacia e la costanza nell'affrontare le contingenze non sempre favorevoli (a cominciare da quelle economiche, ambito riguardo il quale anche sabato son emerse domande), nel trovare soluzioni creative e divergenti, ma anche nella disposizione personale a condividere le proprie esperienze e all'ascolto di quelle altrui: e vedere, qui su di un prato poco fuori Padova, i nostri ospiti di Bergamo e Pavullo scambiarsi tra loro informazioni, difficoltà, contesti, punti di vista, ecc., bè, ci ha fatto davvero molto piacere!I genitori di ELiR prendono la parola!

Chiaramente questo ci fa un po' soffrire perché, ad oggi, noi Pissacani non siamo riusciti a stimolare o a trattenere sufficiente consapevolezza e tenerci ad un progetto di educazione libertaria tra i genitori della nostra zona (si veda anche la partecipazione risicata, quando l'incontro sarebbe stato interessante proprio per i non presenti abituali) e ci ritroviamo quindi a guardare anche con un filo di invidia, oltre che di ammirazione e di ispirazione, a quanto questi genitori di altre città sono riusciti a realizzare: ma, stimolati a nostra volta da questi nostri amici, vorrà dire che ci impegneremo di più e che daremo ulteriormente fondo alla nostra fantasia e desiderio di veder nascere anche nel padovano una nonscuola libertaria per seminare a destra e a manca, ovunque vedremo terreno, pardon genitori potenzialmente fertili, sempre più stimoli!

 

Un'altra percezione chiara, in questo caso soprattutto grazie alle splendide bambine di Bergamo, è il lavoro fatto per la gestione e non trasmissione delle paure precostituite dagl'adulti verso i bambini e come questo non significhi scriteriatezza, ma piuttosto autonomia responsabile, fiducia, rispetto delle capacità, affettuosità... amore!

Naturalmente tutto si misura sui propri vissuti personali, sulla propria emotività, sul proprio particolare relazionarsi tra genitore e figlio/a, ogni persona è a sé e se qualche azione per una mamma è facile, per la mamma accanto è più ostica: di sicuro, è stato davvero piacevole vedere le bambine piccole ad un certo punto abbandonare l'argilla e i fogli che avevamo preparato per loro e decidere di sparire e le loro mamme, sì, drizzare le orecchie, seguirle con gli occhi (e qualche volta perderle di vista), ma senza quelle angosce, quei freni inibitori che così facilmente vengono imposti ai bambini dai propri genitori sempre, ovunque, anche in ambienti tutto sommato ben protetti come poteva essere il parco in cui ci ritrovavamo e le cui conseguenze poi si protraggono per il resto della vita.

Con le nostre passeggiate domenicali, letteralmente un passo alla volta, tra l'altro ci fa anche piacere provare a far allentare questi freni genitoriali, con tutta la gradualità e pazienza necessaria, ben sapendo che un processo troppo rapido e non abbastanza approfondito potrebbe essere traumatico (per l'adulto, soprattutto!): non saremo (ancora) così avventurosi come sono a Bergamo, ma... ci lavoreremo su!

 

Più ancora di tutte le altre, però, la percezione più nitida e che più avrei voluto condividere con altri genitori patavini è che... Eleonora e Tommaso, Selva e Valeria mi sono proprio piaciuti tantissimo!

genitori che dialogano insiemeAnche se non ho potuto approfondire con tutti allo stesso modo la conoscenza diretta, da ognuno di loro ho colto sensazioni e immagini di quel genitore libertario che vorrei essere, conferme sia razionali che emozionali sulla bontà dell'impegno che il gruppo dei Pissacani profonde per far nascere la nostra nonscuola libertaria della quale, un giorno, vorrei potessero essere parte i miei futuri figli, per i quali ritengo sia mio dovere contribuire al massimo delle mie possibilità alla preparazione di quella comunità autoeducante libertaria che permetta loro di crescere più autonomi, più responsabili, più completi, più solidali, più liberi, più felice di quanto possiamo essere noi Pissacani adulti.

Forse ancor meglio di quanto possano aver fatto i nostri ospiti invernali, pur con tutte le preziosissime suggestioni che ci hanno anch'essi donato, è proprio da dei genitori, tali e quali come siamo o saremo noi, che può giungere quello stimolo decisivo per fare il salto verso l'educazione libertaria! Proprio per questo, mi rammarico per la scarsa partecipazione di genitori patavini, ma... rimedieremo di sicuro in futuro!

 

In conclusione di quest'articolo, ringrazio per la loro disponibilità i nostri ospiti, che per quanto li si sia appena conosciuti già li sentiamo fortemente come nostri amici! Grazie alle relazioni che abbiamo iniziato a tessere con loro, ci sentiamo più forti, meno soli e allora... muoviAmoci!