La nostra educazione è libertaria

Nel corso degli ultimi anni (il gruppo attuale si è formato a partire da fine 2012!) siamo entrati in relazione con davvero tante persone interessate ad un'educazione alternativa allo standard proposto dall'educazione statale contemporanea per i propri figli - ed eventualmente anche per sé, quando queste persone incontrate erano insegnanti ed educatori -.

 

Vedere tutto quest'interesse a cambiare strada ovviamente ci ha fatto molto piacere, ma anche ci ha dato grandi dispiaceri quando questo desiderio di cambiamento non ha portato ad una continuità o quando ci siamo accorti della confusione riguardo il senso dell'educazione libertaria, considerata come una semplice, ennesima alternativa educativa da affiancare all'home schooling o alle scuole steineriane, montessoriane... per non parlare poi di certe scuole alternative di ispirazione religiosa-oscurantista!Divieto militare

 

Non è per una banale volontà di distinguersi, ma è piuttosto perché l'educazione libertaria ha un significato ben preciso (se ne legga anche nel sito della Rete per l'Educazione Libertaria - ma più ancora servirebbe conoscere il corposissimo patrimonio storico-esperenzialculturale prodotto nel corso degli ultimi due secoli sul tema -), nonostante le innumerevoli declinazioni che essa assume nella pratica, che è necessario ribadire che la nostra proposta educativa è libertaria e non altra: è ciò che noi abbiamo descritto nel nostro manifesto, all'interno del quale trovate sia i nostri valori che la traccia di come desideriamo vederli realizzati nella pratica.

 

L'educazione libertaria è uno strumento per cambiare il mondo, attraverso la liberazione (o, per meglio dire, la non costrizione all'interno di processi autoritari adultocentrici) dei bambini e dei ragazzi, è un mezzo coerente con la nostra finalità di giungere ad un mondo diverso dove non si vedano più immagini come quella riportata a fianco, piena di parole (divieto, sorveglianza armata, militare, legge...) e di oggetti (recinti, filo spinato, fucili) cui noi ci opponiamo, che noi rifiutiamo di considerare permanenti, inevitabili: è un'azione politica, che attraverso la felicità e la realizzazione del sé desidera con chiarezza seminare l'emergere, anch'esso non imposto, di una trasformazione rivoluzionaria e profondissima, radicale.

 

Anche voi desiderate che arrivi il giorno in cui quel cartello non ha più ragione d'esistere, se non magari in un qualche museo che raccolga le brutture di un'epoca barbara? Agite insieme a noi, allora.

 

Ci è noto quanto siano diffuse le paure verso il cambiamento vero e profondo, anche da parte di chi si propone come alternativo; ancor peggiori sono poi quelle apparenti disillusioni del tanto non cambierà mai niente; non parliamo poi di chi è stato completamente sedotto dal sistema e non vuole che il mondo cambi, di si trova bene in questo mondo, di chi cartelli come quello sopra ne vuole ancora, magari nelle nostre città.

 

Delle difficoltà a trovare un sufficiente almeno desiderio all'attivisimo ne abbiamo già parlato, così come della necessità di guardare oltre i ristretti confini di Padova per ricercare una dimensione più metropolitana.

 


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Nel frattempo, in giugno proseguiremo con le nostre attività: restate aggiornati e restate in contatto con noi! Di occasioni per incontrarci ce ne saranno tantissime e potremo ancora parlarvi di educazione libertaria, di quanto vogliamo fare e... di coinvolgervi, speriamo, nel rendere almeno un po' meno impossibile un mondo dove i vostri figli e nipoti possano trovare i boschi liberi (come libere saranno le loro menti, le loro vite) e non più interrotti da quei pessimi cartelli, da quegli orrendi recinti!