La nonscuola

Noi Pissacani abbiamo l'obiettivo di aprire a Padova una "nonscuola libertaria" che applichi i principi dell'educazione libertaria e che dia concretezza tangibile a quanto abbiamo descritto nel nostro manifesto.

 

La nonscuola libertaria dei Pissacani nascerà a Padova per i bambini a partire dai 3 anni (età scuola materna e primaria).

 

In aggiunta, per i bambini tra i 0 ed i 3 anni avvieremo un nido a Montegaldella (VI).

 

Perché la chiamiamo nonscuola e non scuola?

 

Perché a tutti gli effetti NON sarà una scuola, ma un ambiente in cui comunque si farà esperienza educativa... anzi, in cui si faranno una moltitudine di esperienze educative, senza però che diventi uno spazio isolato nei confronti della restante società, ad ogni livello, con cui sarà importante collaborare per consentire ai bambini e ai ragazzi che frequenteranno la nonscuola di acquisire una propria "completa" educazione: con la nonscuola, quindi, contiamo di abbattere i muri che separano abitualmente quello spazio preposto ad un'educazione professionale, com'è abitualmente una scuola, da tutto il resto della realtà, a cominciare dai genitori che saranno anch'essi chiamati ad essere partecipi del complesso percorso educativo nella nonscuola. E saranno abbattuti anche i muri dati dall'età, quelli che determinano il passaggio dall'essere scolari al non esserlo, perché sicuramente l'educazione nella nonscuola coinvolgerà anche profondamente gli adulti che ne saranno partecipi.tArAssAco

 

Sarà una nonscuola, quindi qualcosa che non è una scuola abituale, anche per il modo in cui nascerà, si sosterrà e verrà gestita nel tempo: sarà cioè un'iniziativa dal basso, partecipativa (e saranno partecipi non solo gli adulti, ma anche i bambini), conviviale, quanto più possibile distaccata dagli abituali programmi ministeriali imposti, con ambienti non abitualmente presenti nelle scuole tradizionali (anche se, non ci dispiace dirlo, ci sono scuole che prevedono orti, spazi artistici, ecc.). E assolutamente non istituzionale, quindi, perché riteniamo che la scuola istituzionale tradizionale, sia essa pubblica o privata, sia funzionale al perpetuarsi di un modello sociale che non accettiamo e di cui le istituzioni sono più o meno esplicitamente sia causa che effetto.

 

La nonscuola libertaria dei Pissacani sarà, in sostanza, una comunità autoeducante libertaria, fatta di adulti (accompagnatori, genitori, sostenitori), bambini e ragazzi, che si autogestiscono e si uniscono in una relazione sociale complessa, eterogenea, dinamica, reciprocamente arricchente che media i conflitti e le sane divergenze d'opinione, di punti di vista, di necessità attraverso percorsi di ricerca del consenso quanto più possibile unanime soprattutto in fase decisionale - e, quindi, al centro vi sarà l'assemblea -, senza imposizioni reciproche, senza appiattimenti forzati su uniche linee di condotta, nella solidarietà e nel rispetto anche emozionale tra tutti coloro che ne saranno parte: con l'ambizione aggiuntiva di non creare una cesura netta tra un dentro ed un fuori, ma anzi aprendosi (anche in senso politico alto, come possibilità concreta ed esperenziale di mostrare scheggie di come potrebbe essere diversamente la nostra società se l'approccio libertario si diffondesse, nonché con la proposta di stimoli intellettuali e culturali di natura libertaria) al territorio circostante, alla relazione (alcune volte sicuramente difficile) con le istituzioni, con le associazioni, con le famiglie, con la società tutta nel suo insieme.

 

La nonscuola libertaria dei Pissacani, in pratica

 

Come sarà la nonscuola libertaria dei Pissacani a partire dall'autunno 2016?

 

All'interno del gruppo si è concordato nell'individuare come necessaria la creazione all'interno della nonscuola di una pluralità di due diverse tipologie di stimoli: ambientali, ovvero spazi come cucina, orto, atelier, libreria, ecc. che siano per la loro stessa natura interessanti ed in grado di stimolare domande, curiosità, azioni da parte dei bambini; “attivi”, cioè quell'insieme di proposte che possono anche - ma non necessariamente! - ­ originare dagli accompagnatori, quali cucinare, giocare, leggere, muoversi, parlare, studiare questa o quella materia, ecc. ecc. ecc.

 

In aggiunta, va riservato uno spazio di ozio, di noia, di assenza di stimoli, in cui i bambini ed i ragazzi potranno scegliere, se desiderano, di rifugiarsi. E, ovviamente, specialmente sfruttando lo spazio aperto, il giardino, il bosco, la possibilità del gioco libero, del movimento, dell'arrampicarsi sugli alberi, dell'esplorare senza l'oppressione dello sguardo dell'adulto. Senza trascurare, poi, la possibilità di uscire dagli spazi in qualche modo limitati della nonscuola, abbattendo i muri che la separano dal territorio e dalla società circostante per fare, per esempio, educazione in strada, in piazza, al mercato, ecc.

 

Il bambino sceglierà autonomamente sulla base di quest'offerta, con l'accompagnatore in grado di accompagnarlo e di aiutarlo - con quel che l'accompagnatore conosce, in virtù della propria esperienza e competenza - ­ a sviluppare ulteriori stimoli, eventualmente portando a connessioni non immediate per il bambino (il famoso caso della geografia imparata in cucina, piuttosto che della matematica in orto, anziché il collaborare in un atelier artistico). Il tutto in una dimensione eterogenea anagraficamente ed in cui è fondamentale il momento dell'assemblea - che può assumere varie forme a seconda dei momenti: di un cerchio iniziale all'avvio della giornata con la partecipazione paritaria di bambini e accompagnatori; piuttosto che di riunioni di autoriflessione ed autoanalisi tra gli accompagnatori; nonché di assemblee generali con la partecipazione attiva e sostanziale dei genitori; ecc. -.

 

Gli accompagnatori, come detto, si muoveranno all'interno della nonscuola portando le proprie esperienza e competenze, entro le rispettive "confort zone" nell'utilizzo di metodologie pedagogiche varie senza però utilizzarne una dogmaticamente e con la tendenza ad acquisirne di nuove man mano, specialmente grazie al confronto con gli altri accompagnatori: ovvero, a seconda delle proprie abilità nonché soprattutto da quanto emerge come necessità/proposta dal bambino, dal ragazzo specifico, gli accompagnatori utilizzeranno elementi di pedagogia montessoriana, di quella steineriana, strumenti del cooperative learning, oppure anche riproporranno approcci più tradizionali, con le classiche lezioni frontali. Vi sarà indubbiamente distinzioni pratiche tra quegli accompagnatori che saranno presenti a tempo pieno e che, in un certo modo, diventeranno facilitatori anche nei confronti degli accompagnatori che saranno presenti per periodi più limitati, a volte anche solo per una lezione specifica (musica con gli strumenti a percussione oppure yoga, per esempio).

 

Prevediamo di non coinvolgere (soprattutto inizialmente) nella vita ordinaria, quotidiana, della nonscuola i genitori: sia per favorire al massimo l'autonomia all'interno di una comunità paritaria dei loro figli; sia perché l'abitudine all'agire libertario è una conquista, una progressiva liberazione faticosa e lenta ed in molti casi pressoché impedita dalle contingenze del vivere quotidiano (il dover lavorare per tante ore, per esempio).

Ciò tuttavia non significa né che essi siano esclusi, perché in realtà la loro presenza è assolutamente essenziale per la sopravvivenza stessa della nonscuola ed anche per l'arricchimento indotto dalle loro differenze culturali, anagrafiche, di prospettiva, ecc.; né che non possano ricoprire a loro volta ruoli di accompagnamento per abilità specifiche da offrire nella nonscuola (per esempio, un genitore potrebbe essere un ottimo falegname, oppure competente in lingua giapponese, ecc.)

 

Alcuni (ulteriori) parametri descrittivi

 

Di seguito, alcuni parametri per descrivere ulteriormente la nonscuola libertaria, nella pratica.

 

Età

Lungi da noi l'intento di limitare a priori l'età di chi frequenterà la nonscuola! Pensiamo che l'educazione vada dalla nascita (o anche prima, quando il bambino è ancora nel pancione materno!) fino alla morte, coprendo quindi l'intero spettro delle età.

Ciò non toglie, comunque, che l'età migliore in cui agire (o forse non agire...) per evitare che le menti rimangano imprigionate in dogmatismi laici e religiosi, plagiate da conformismi sociali d'ogni sorta (dai ruoli di genere alla riverenza nei confronti delle gerarchie), praticamente irrimediabilmente danneggiate nella capacità di responsabilizzarsi, di agire in piena autonomia (cosa diversa rispetto all'isolarsi!) e consapevolezza, sia proprio la fascia infantile.

Per chi è più grande ed in qualche modo ormai segnato dalle varie educazioni autoritarie ricevute (a scuola, in famiglia, nella società, ecc.), la possibilità è quella di fare un più laborioso percorso a ritroso di liberazione personale, destrutturando le gabbie mentali e offrendo quindi stimoli, pensieri, riflessioni, praticamente un'applicazione della maieutica socratica affinché emerga dal singolo individuo la propria presa di coscienza.

 

Questo desiderio di rendere la nonscuola un ambiente frequentato da ogni fascia d'età possibile e immaginabile va ovviamente mediato con le possibilità oggettive, nonché da tutto un lavoro di consapevolezza sul benessere emotivo, sulle sicurezze degli accompagnatori, sulla competenze presenti, sulle risorse economiche, ecc.

Riteniamo quindi probabile che, inizialmente, la nonscuola libertaria coinvolgerà bambini tra i 3 ed i 6 anni (l'età della scuola dell'infanzia, per intenderci), con un desiderio forte di allargare quanto prima se non già da subito l'esperienza anche ai bambini più grandi, tra i 6 ed i 12 anni (ovvero, la scuola primaria).

 

In seconda battuta, riteniamo plausibile estendere l'età nella nostra nonscuola sia a bambini più piccoli, dalla nascita (o anche prima, forse!) fino ai 3 anni (neonati, asili nido), in un ambiente però in qualche modo un po' separato e sicuramente con un coinvolgimento più presente nella quotidianità dei genitori, le madri soprattutto.

Simmetricamente, l'età di chi frequenterà la nonscuola potrà aumentare, un poco alla volta, anche per ragazzi e adulti: e non solo come ovvio analogo libertario delle scuole superiori, per esempio, ma anche di ipotetiche università della terza età libertarie!

Tutto ciò, però, dovrà avvenire senza pregiudicare la natura libertaria della nonscuola, senza causarne scossoni tali da renderla instabile, ecc.: ma, a piccoli passi ed in tempi più o meno lunghi, tutto potrebbe essere possibile.

 

Spazi

Riteniamo importante offrire uno spazio adeguato per i bambini ed i ragazzi, ovvero un ambiente sostanzialmente familiare ed emotivamente caldo che offra quella pluralità di stimoli ed angoli necessari per il pieno dispiegamento dell'educazione libertaria.

 

Possiamo pensare ad una casa, con giardino di grandi dimensioni ed in un luogo prossimo a contesti naturali interessanti (colline, argini, parchi, ecc.), ma al tempo stesso non isolata dall'ambiente sociale. Non vorremmo distanziarci molto dalla città di Padova e punteremmo alla periferia, comuni dell'hinterland, possibilmente con delle buone infrastrutture viarie per agevolare chi dovesse abitare più distante.

Spannometricamente, quindi, la casa dovrà avere un minimo di 100 m² di superficie ed almeno due stanze dedicate per le attività, più sala per l'assemblea/cerchio/consumo di pasti/incontro, più cucina. Questa dimensione è valida soprattutto in presenza di differenze d'età non eccessivamente marcate e fino ad un massimo di circa 10 bambini/ragazzi: all'aumentare del numero di bambini e ragazzi e della differenza d'età, aumenteranno le necessità di spazi nella misura di 10-15 m² per ogni "allievo", corrispondenti a circa una-due stanze in più ogni 5 bambini o ragazzi.

Il giardino esterno avrà almeno le stesse dimensioni dell'interno, meglio anzi se sarà ben più ampio e se avrà alberi su cui arrampicarsi!

 

Riteniamo improbabile che la nonscuola libertaria possa crescere senza limiti, anche nell'ipotesi di continue richieste: le esperienze di altri gruppi suggeriscono un massimo di venti, trenta bambini/ragazzi, ovvero corrispondenti ad un'abitazione di massimo 450 m² ed una dozzina di stanze.

Nulla vieta, tuttavia, di poter considerare superfici più ampie, soprattutto se fosse possibile suddividerle per creare spazi ad hoc per la fascia 0-3 anni, oppure per altre progettualità legate alla nonscuola, ma non direttamente applicabili quotidianamente (sale per incontri pubblici a tema libertario, per esempio, laboratori/seminari per adulti, ecc.)

 

Costi e sostenibilità economica

Il tema dei costi è particolarmente sentito, ovviamente soprattutto da chi dovrà materialmente aprire il portamonete per sostenere economicamente la nonscuola.

Nostro desiderio è di raggiungere un sostanziale pareggio di bilancio tra entrate ed uscite, garantendoci la sopravvivenza almeno per un periodo di tempo sufficientemente lungo, ovvero qualche anno: ciò per poter garantire solidità, sicurezza e completezza ai bambini ed ai ragazzi che frequenteranno la nonscuola libertaria, senza che la loro esperienza si interrompa bruscamente e che debbano ritornare nel solco di un'educazione più tradizionale, adultocentrica, non libertaria.

 

Le uscite sono sicuramente innumerevoli e varie: l'affitto della casa, per cominciare, che ovviamente può essere diversissimo (e molto consistente) a secondo delle dimensioni, della località, ecc.; ma anche gli stipendi ed i rimborsi spese degli accompagnatori, che sebbene possano sicuramente trovare all'interno della nonscuola motivazioni sufficienti per accettare proprie minori entrate, d'altro canto hanno come tutti bisogno di mangiare, vestirsi, pagarsi le necessità del vivere, ecc.; per non parlare poi del costo dei materiali (anche se molto può essere autoprodotto/riciclato), del cibo, dell'assicurazione, ecc.

Le entrate sono invece sostanzialmente di un unico tipo, ovvero le "rette" che i genitori dovrebbero sborsare per i propri bambini e ragazzi. Potrebbero anche esserci ulteriori entrate, date da attività collaterali (doposcuola, laboratori/seminari), piuttosto che da varie raccolte fondi, cene di autofinanziamento, ecc. ecc. ecc. ecc., ma sarebbero per l'appunto collaterali e servirebbero solo ad integrare quanto risulterebbe pesare sulle spalle dei genitori.

 

Rifiutando nettamente ogni ipotesi di elitarismo, di educazione per ricchi, ed anzi desiderando fortemente l'inclusività anche alle cosidette fasce deboli della società, una nonscuola libertaria cioè di carattere popolare, vorremmo logicamente sospingere le "rette" verso le cifre più basse possibile: fosse per noi, sarebbero anzi pari a zero! Tuttavia ci rendiamo nostro malgrado conto di quanto sia difficile far quadrare i conti viste le uscite e, da alcune simulazioni fatte, abbiamo ipotizzato "rette" tra i 250 ed i 350 € a bambino, in media.

Non è un caso che le "rette" siano indicate, in quest'ipotesi, come medie: accanto all'ovvia possibilità di avere "rette" procapite inferiori, in caso di frequentazione di fratelli, cosa che come diretta conseguenza ha la necessità di richiedere un po' più sforzo economico alle famiglie con un unico bambino frequentante, possiamo infatti considerare anche l'opzione in cui una famiglia può oggettivamente permettersi non oltre 100 €/mese e che tramite la solidarietà delle altre famiglie, nonché magari la propria disponibilità a contribuire in termini non economici, ma quasi come "banca del tempo", per esempio ridipingendo gli ambienti, aiutando a pulire, ecc.

Sicuramente non spiacevole - ma sicuramente richiede un forte affiatamento comunitario ed una decisa assunzione di responsabilità, nella consapevolezza che il proprio egoistico mancato contributire potrebbe colpire pesantemente altre persone - è nemmeno l'ipotesi di non fissare aprioristicamente una retta predeterminata, ma di rimettere alle singole possibilità/disponibilità/responsabilità delle singole famiglie il raggiungimento della quota mensile necessaria per sopravvivere. Oppure si potrebbe optare per un mix dei vari sistemi!

 

In ogni caso, riteniamo sia talmente evidente da rendere superflua ogni ulteriori spiegazione quanto, sui temi economici, il contributo responsabile, consapevole e direttamente partecipato dei genitori sia fondamentale!

 

Autogestione e organizzazione

Parlare di autogestione della nonscuola ad opera dell'intera comunità autoeducante libertaria, dai bambini ai genitori passando per gli accompagnatori ed i sostenitori genericamente presenti, in forme diverse sulla base delle rispettive capacità e possibilità, dovrebbe essere ormai superfluo.

 

Preme comunque sottolineare come l'intento di farcela integralmente con le proprie mani, schivando soluzioni che sicuramente aiuterebbero per certi aspetti (economici, ad esempio), è tale a ragion veduta, ovvero per l'ovvia consapevolezza che per proporre un'esperienza educativa realmente libertaria bisogna avere le mani quanto più possibile libere da condizionamenti esterni, da pressioni per accondiscendere l'istituzione generosa del caso, ecc.: e la nostra proposta è tale, talmente di rottura, che basta abbastanza poco per vanificarla!

Comunque, non è neanche in questo caso a priori e dogmaticamente impedito di ricercare un dialogo ed una collaborazione con altre realtà, cominciando ovviamente dal mondo delle associazioni per arrivare anche ai livelli istituzionali più alti: però, però, sempre con l'accortezza di non ritrovarsi in qualche modo imprigionati, impediti nell'esprimere la carica radicale dell'educazione libertaria per delle costrizioni sottovalutate per faciloneria.

 

Per barcamenarsi in questa situazione, quindi, e per affrontare consapevolmente un mondo molto più forte e molto più violento di noi, la nonscuola libertaria dei Pissacani sarà un progetto sostenuto da un'associazione, composta dall'interezza della comunità, ligia nel rispetto delle norme burocratiche, fiscali, assicurative, ecc., ma con l'aggiunta di alcuni correttivi che riducano il rischio di farsi condizionare dalla natura strutturalmente (e obbligatoriamente!) non libertaria e semplicemente democratica dell'essere associazione.

Per esempio, è probabile che il consiglio direttivo ed il presidente rimarranno in carica solo per un anno senza possibilità di essere rinnovati immediatamente, al fine di evitare concentrazioni anche solo psicologiche di potere nelle mani di un limitato numero di persone.

Oppure, visto che il diritto di voto nelle assemblee (obbligatorie una volta all'anno per l'approvazione del bilancio) delle associazioni è previsto per i soli maggiorenni e secondo la logica della maggioranza, è stato ipotizzato di decidere tutto nelle non normate assemblee della comunità nel suo complesso (compresi i minorenni, quindi) sostanzialmente permanenti e con decisioni consensuali unanimi o quasi, relegando quindi le assemblee previste dalla legge per i soli formalismi necessari, più eventualmente qualche scherzo e futilità quali discussioni accese sull'educazione libertaria nello spazio o simili inconsistenze giocose e burlesche.

 

Probabilmente, per motivi strettamente fiscali potrebbe essere necessario ad un certo punto del percorso della nonscuola prevedere la nascita di una cooperativa per gli accompagnatori: ciò avrà sicuramente un costo non indifferente, ma con la dovuta cura e pazienza potrà essere un passo importante e fruttuoso.

 

Per concludere...

 

La nonscuola libertaria dei Pissacani è e sarà uno spazio aperto al confronto, al dialogo... a volte anche allo scontro ed al conflitto, purché all'interno dei limiti del rispetto reciproco, del non imporre e non subire imposizioni, ecc.

 

Tutti coloro che sono interessati a farne parte, come genitore, come accompagnatore, come sostenitore o anche come "allievo"! nonché coloro che desiderano scambiare con noi opinioni e riflessioni, ci possono contattare a: nonscuola@pissacani.it